Gino Lisa “aeroporto bonsai”? La risposta di Pepe e Zanasi

| 9 novembre 2010

Pepe e Zanasi

Secondo l’ENAC, il Gino Lisa sarebbe “inutile”. Ne abbiamo parlato anche ieri in quest’altro articolo, con la risposta di Domenico Di Paola. Polemiche all’italiana, insomma, di cui non se ne farà mai nulla… Ma l’attenzione deve rimanere alta…

Il Gino Lisa resta inutile, nonostante tutti gli sforzi che sta producendo. Pista più lunga o ortogonale? Zac, arriva l’Enac e taglia tutto: nel dibattito sul futuro dello scalo, piomba questo studio commissionato dall’ente nazionale per l’aviazione civile a ricordarci che siamo fuori tempo massimo. Sono (sarebbero) 24 gli scali da tagliare, in Puglia tocca a Foggia e Grottaglie. I numeri li condannano: secondo le tabelle di Nomisma, la società che ha parametrato cifre e affluenze sui singli aeroporti, uno scalo si regge se totalizza almeno 500mila passeggeri in un anno.

Inutile dire che il piccolo “Lisa” è (sarebbe) spacciato: ha ripreso a volare giusto due anni fa. I numeri, sia pure sbalorditivi per un ex scalo fantasma, con pista corta, appena tre collegamenti e aerei da 50 posti, non sono nemmeno meritevoli di considerazione. Perciò l’Enac lo vuole (vorrebbe) cancellare, se non rende meglio chiudere.

Ma dove lo mettiamo il valore aggiunto di un aeroporto? «Se chiude il Gino Lisa si condanna la Capitanata alla marginalità sociale ed economica», dice l’on. Michele Bordo (Pd) che ha lanciato un monito alle istituzioni locali: «Il sistema sociale e istituzionale deve intervenire per scongiurare un simile disegno – incalca il parlamentare – non possono essere solo i numeri a determinare le strategie da adottare in un settore delicato qual è la logistica. Proprio ora si stanno iniziando a raccogliere i primi frutti, il Governo potrebbe decidere di tagliare le ali alla Capitanata: in rischio che l’intero sistema istituzionale e sociale della provincia di Foggia deve scongiurare».

La testimonianza istituzionale sul tema resta però abbastanza morbida: «I dati di questo studio circolano da un po’ di tempo – riferisce Eliseo Zanasi, presidente della Camera di commercio – noi continuiamo a dire che il “Lisa” può incrementare il numero di passeggeri se aprirà lo scalo ai voli charter. E dunque va allungata la pista. Il turismo porta ricchezza alla provincia, ma ho l’impressione che la politica a queste sollecitazioni non risponda o risponda in modo molto disattento».

Per il presidente della Provincia, Antonio Pepe, bisogna puntare sul potenziamento delle infrastrutture: «Lo scalo è piccolo perchè è obbligato a operare in condizioni ridotte. Più si rafforza, maggiori saranno i margini di redditività anche per Aeroporti di Puglia. Ci aspettiamo gli investimenti che sono stati promessi, quanto all’Enac non ha poteri di dire nè sul “Lisa” nè su altri scali».

In due anni di voli regolari (ottobre 2008-ottobre 2010) l’aeroporto Gino Lisa ha totalizzato 155mila passeggeri sui tre collegamenti di linea per Milano Malpensa, Torino e Palermo con aerei da 50 posti. E’ una performance in crescendo: se nel 2009 sono transitati 67.761 passeggeri, quest’anno nel periodo gennaio-ottobre il dato si ferma a 61.193 passeggeri con un trend di crescita del 9,2% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Rispetto ad ottobre 2009 invece la crescita di traffico è del 37%. Aeroporti di Puglia, come avviene per Bari e Brindisi, ha erogato nel 2009 alla compagnia Darwin Airline 7 milioni 772 mila euro: in pratica per ogni passeggero imbarcato Adp ha sborsato 98 euo. Quest’anno, in considerazione del prevedibile incremento finale di passeggeri, il contribbuto dovrebbe fermarsi a 6 milioni.

Fonte La Gazzetta di Capitanata del 9.11.2010

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