Ma… chi era Gino Lisa?

| 5 novembre 2010

Gerolamo Gino Lisa

Molti continuano a domandarsi o a domandarci chi era Gino Lisa e come mai l’Aeroporto di Foggia è stato intitolato a questo apparente sconosciuto. Ebbene, in più di un’occasione nel forum, ma soprattutto nel terzo appuntamento con Radio Master, abbiamo risposto a questa curiosità.

Tuttavia, dedichiamo un intero articolo a riguardo, ovvero a questo importante personaggio della storia di Foggia.

Gerolamo Lisa, al secolo conosciuto come Gino Lisa, è stato un aviatore italiano, nato a Torino il 19 agosto 1896 e morto a Monte Summano il 15 novembre 1917, all’età di 21 anni. La sua famiglia aveva origini arignanesi (Arignano è una località in provincia di Torino). Dopo aver conseguito il titolo di studio all’istituto “Lagrange”, intraprese lo studio delle lingue, nella prospettiva di seguire le orme parterne nel campo del commercio.

Alla vigilia della Grande Guerra, sulla giovane personalità di Gino Lisa fecero presa le parole di Gabriele D’Annunzio, forte sostenitore dell’interventismo italiano nel conflitto bellico. Fu quindi naturale che all’entrata in guerra dell’Italia, lui che si dichiarava “interventista”, si arruolasse. Lo fece nel “Battaglione Volontario Aviatori Civili”, appena costituito dall’onorevole Carlo Montù. In seguito, venne trasferito alla scuola vola dell’Esercito, dove venne addrestrato a pilotare i bombardieri Caproni, e dove venne nominato sottotenente. Dopo avere conseguito il brevetto di pilota aviatore militare nel febbraio del 1916, viene assegnato prima all’8ª squadriglia e successivamente all’Arma del Genio nel 14º gruppo aeroplani 2ª squadriglia Caproni.

Il 15 novembre 1917, nel corso della sua 59ª missione di guerra, il bombardamento di Caldonazzo, l’apparecchio del sottotenente Gino Lisa venne colpito da aerei nemici, schiantandosi con tutto l’equipaggio sul Monte Summano in Val d’Astico.

Per le sue imprese militari, gli è stata successivamente dedicata una Medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: «Volontario di guerra, pilota da bombardamento arditissimo e di eccezionale valore, sempre animato da alto sentimento e da fede immutabile nella sorte della nostra Patria e delle nostre armi, fu per due anni di guerra esempio mirabile di costante valore. Più volte, in aspri e difficili combattimenti, ebbe ragione dell’avversario, quantunque con l’apparecchio gravemente avariato dai colpi nemici e due volte ritornò con la carlinga macchiata del sangue del proprio equipaggio. Il 15 novembre 1917, dopo aver condotto a termine un’azione di bombardamento per la quale si era offerto volontario, mentre riprendeva la via del ritorno, visto un altro apparecchio nazionale assalito da numerosi avversari, generosamente si slanciava in suo soccorso. Attaccato a sua volta da quattro caccia, dopo aver sostenuto lungo ed emozionante combattimento, venuto a mancare dell’azione di un mitragliere, sbalzato fuori dell’apparecchio per le arditissime manovre, cadeva nell’impari lotta e, precipitando col resto dell’equipaggio sulle balze del Trentino, consacrava alla gloria la sua giovane esistenza interamente votata alla Patria. Cielo di Caldonazzo e della Val d’Astico, 15 novembre 1917».

Per le sue imprese militari a bordo di aerei da guerra, a Gino Lisa è stato intitolato l’Aeroporto di Torino-Mirafiori e quello di Foggia.

In questi anni ci si è domandati se questo nome, attribuito all’Aeroporto di Foggia, sia ancora adatto o meno. A parer nostro, il nome “Gino Lisa” va sicuramente lasciato per motivi storici molto importanti, primo fra tutti per l’importanza che l’Aeroporto di Foggia ha avuto, proprio con quel nome, negli anni 1943-45 nella Guerra di Liberazione del Nord Italia ancora in mano ai nazifascisti (si pensi solo ai 20.000 morti dei bombardamenti alleati su Foggia del luglio ’43 proprio per conquistare la Stazione ed il “Gino Lisa”…).

Inoltre, sempre il “Gino Lisa” è stata la scuola di volo dove i piloti americani venivano ad imparare a volare dal 1918 al 1938 (ebbene sì, la famosa scuola dei “Top Gun” di Miramar, in California, quella che conosciamo grazie al noto film, nacque solo nel 1969 durante la guerra del Vietnam… il “Gino Lisa” esisteva già da molto tempo!).

Infine, il “Gino Lisa” nasce come aeroporto nel 1915, molto prima di altri scali italiani: lo scalo di Fiumicino risale, ad esempio, al 1960…), e per questo fu dedicato a quel giovane e sfortunato pilota torinese.

Caproni Ca.36, biplano da bombardamento della I Guerra Mondiale

Questo era l’aereo su cui combattè e morì Gino Lisa: erano davvero tempi eroici dell’Aviazione, quelli!

Il Ca.33 manteneva quindi tutte le caratteristiche del modello precedente. Era realizzato in legno rivestito in tela, tranne le superfici di controllo con struttura metallica. Il piano di coda era di tipo monoplano, con le derive montate sopra lo stabilizzatore. Le 3 derive, collegate, erano interamente mobili, tranne quella centrale con il bordo d’attacco fisso. Nella carlinga centrale trovavano posto i 4 membri dell’equipaggio in un abitacolo aperto. In posizione prodiera il mitragliere, dietro di lui i due piloti in posti affiancati. A seguire i due serbatoi affiancati, con dietro lo spazio per il meccanico/2° mitragliere. A poppa il motore. Il meccanico, come già negli ultimi esemplari di Ca.32, disponeva di una torretta sopraelevata installata sopra il motore, soluzione che gli garantiva un’ampia visuale di 360 gradi. Nella torretta era in genere installata una sola mitragliatrice, talvolta ne venivano installate due o tre. I radiatori dei tre motori erano installati in verticale sul montante interalare più prossimo al motore a cui erano collegati.

Dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti i piloti statunitensi vennero avviati all’addestramento in Francia, Regno Unito e Italia, dove esistevano due centri di addestramento. Uno, presso il Lago di Bolsena, era per i piloti dell’US Navy, destinati agli idrovolanti che operavano in reparti misti sul Mare Adriatico. L’altro, a Foggia, per i piloti dell’aviazione dell’esercito dell’American Expeditionary Force (AEF) Air Service. I foggiani, come vennero soprannominati, destinati ai reparti di bombardamento venivano istruiti sui Ca.33. Circa 500 aspiranti piloti passarono dal Centro d’addestramento di Foggia. Di questi la gran parte prestò servizio sul fronte francese all’interno dei reparti dell’AEF, mentre 75[3] di loro aggregati ai reparti italiani sul fronte austriaco. Il trimotore Caproni si guadagnò ben presto il favore dei piloti statunitensi per la sua manovrabilità e robustezza. Tra i suoi estimatori anche il capitano Fiorello La Guardia, il futuro sindaco di New York, che teneva il comando del personale dell’AEF in Italia.

Molti ricorderanno che circa 15 anni fa, al posto dell’attuale Centro Commerciale “Mongolfiera” e dell’Ipercoop esisteva una caserma della Polizia di Stato. Il suo nome era proprio “Caproni”, e la locazione era vicinissima all’area aeroportuale.

Quindi, meglio che il nome “Gino Lisa” non venga tolto: semmai, si potrebbe integrare con l’aggettivo geografico “del Gargano”, per identificare immediatamente la zona di riferimento (sicuramente inesatto, ma è oggettivo che il Gargano lo sanno tutti dov’è, la Daunia o la Capitanata molto meno…).

Come hanno a fatto Brindisi “Aeroporto del Salento “Orazio Pierozzi” di Brindisi Papola-Casale”, così potremmo fare noi: “Aeroporto del Gargano – Gino Lisa”.

Ma in ogni caso, “Gino Lisa” deve restare, e speriamo che il suo spirito eroico possa accompagnarci in questa lotta davvero impari per difendere e far finalmente decollare il “nostro” aeroporto.

Il presente articolo ha fonte Wikipedia.

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • email
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Live
  • MyShare
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • Technorati
  • Wikio IT

Tag: , , , , ,

Categorie: Curiosità, Novità