Sì del Governo all’allungamento della Pista del Gino Lisa

| 8 ottobre 2010

Saab 2000 in fase di rullaggio

A fine mese il Comune definirà il piano degli espropri, poi comincerà il braccio di ferro con la Regione per i finanziamenti. L’assessore Minervini: «Sì al piano stralcio». Polemica col sindaco sugli espropri

L’allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa «è nell’allegato al documento di programmazione finanziaria del ministro Tremonti», annuncia l’assessore Guglielmo Minervini quasi in chiusura del forum in fiera su trasporti e infrastrutture in Capitanata. Ma il sindaco, Gianni Mongelli, avvisa che chiederà alla Regione i soldi per gli espropri. Pronta la replica: «Sì se stiamo parlando di poche migliaia di euro». Pessime notizie invece per l’alta capacità Bari-Foggia-Napoli: «Mancano all’appello 3,5 miliardi di euro»

L’aeroporto ruba la scena nel complesso panorama della mobilità locale. Ma l’annuncio fatto ieri, quasi in chiusura del convegno in fiera, dall’assessore Minervini merita la precedenza: «L’ipotesi di allungamento della pista per il Gino Lisa è nell’allegato al documento di programmazione finanziaria del ministro Tremonti. Lo abbiamo saputo quindici giorni fa». C’è dunque anche il via libera del governo a un’opera che si credeva impossibile se non ci fosse stata l’impennata dei voli negli ultimi due anni. Ora si tratta di dare corso agli espropri e di definire il progetto. Il sindaco Gianni Mongelli assicura che «gli espropri saranno definiti entro fine mese».

Potrebbe però scoppiare una grana. Mongelli è convinto che la spesa per risarcire tutti quei cittadini obbligati a mollare qualcosa alla causa della pista (e in gioco ci sono in gioco terreni e palazzine) «rientri nel business plan finanziario della Regione». Ma forse sbaglia i conti. Per Minervini, infatti, «tutto il progetto cambierebbe prospettiva se si passasse dalle poche migliaia di euro stimate all’inizio a diversi milioni». Insomma, niente allungamento. La Regione non ha soldi sufficienti, il piano stralcio dei trasporti avrà un capitolo di 90 milioni, rispetto agli 800 preventivati. «Il ministro Tremonti ci invita a tagliare il 30% di risorse per settore». E’ in queste condizioni che si gioca la «partita decisiva» sulle infrastrutture per lo sviluppo di questa provincia. Dai trasferimenti regionali per le ex strade dell’Anas (11 milioni nel 2011) il presidente Pepe si augura di poter attingere le risorse per riparare almeno le strade malridotte del Subappennino: «Cominceremo da quelle dove non si passa più». Ma fin qui stiamo parlando di rattoppi. Il presidente della Provincia pensa alle grandi opere: «Il completamento della regionale 1, 84 km. dai caselli di Poggio Imperiale e Candela, avvicinerebbe il Subappennino al resto della Capitanata e del paese. Ma servono 255 milioni, l’opera è inserita nei progetti di Area vasta, occorreranno finanziamenti statali». Qualcosa si muove anche per il completamento della superstrada del Gargano, anche se per il momento si ragiona senza budget: « L’Anas – informa Antonio Pepe – vuole i progetti di massima per collegare Vico a Peschici e dall’altra parte Mattinata a Vieste. Li consegneremo entro un paio di mesi».

La ferrovia sembra viaggiare più spedita. Non soltanto perchè la Foggia-Lucera gestita dalle Ferrovie del Gargano, è diventato un valido testimonial del treno-tram: «E’ caduto il muro invisibile fra Foggia e Lucera», dice orgoglioso l’assessore. Stesso esempio potrebbe calzare per la San Severo-Apricena, che a lavori conclusi ridurrà la durata del viaggio fino a Foggia sotto i 60’. «Porteremo il Gargano a Foggia», lo slogan di Minervini per il quale il treno-tram dovrebbe arrivare almeno fino a Vico. L’assessore insomma è ottimista, ma
con riserva. Ad esempio sull’alta capacità Bari-Foggia-Napoli parla di «premesse giuste». Salvo ragionare su una cruda ammissione: «Mancano all’appello 3,5 milirdi di euro sui 5 preventivati e i tecnici di Fs non hanno idea su come perforare le gallerie dell’Appennino». Dubbi manifestati all’inizio dal presidente della Camera di commercio, Eliseo Zanasi, che aveva riferito le parole di Moretti (amministratore delegato di Trenitalia): «Ci vorranno non meno di dieci anni». Le Ferrovie sono sotto osservazione anche a Foggia, le aree dismesse intorno alla stazione preoccupano il sindaco: «Non vorremmo che Rfi pensi soltanto ai suoi interessi immobiliari, perdendo di vista il nodo intermodale che stiamo realizzando».

Sul trasporto locale si è detto poco, se non che l’obiettivo della Regione sul biglietto unico si raggiungerà soltanto «nel 2013». L’amministratore unico di Ataf, Domenico Mazzamurro, sottolinea però ricordato il dato scoraggiante del capoluogo: «Appena il 10% usa regolarmente l’autobus per i suoi spostamenti». E intanto solo per la cogestione del traffico spendiamo all’anno qualcosa come 9 miliardi di euro (900 milioni solo a Roma). Chissà se in città cambierà qualcosa con il nuovo parcheggio della fiera da 750 posti auto: i lavori, assicura il presidente Fedele Cannerozzi, riprenderanno «entro fine anno».

Chiudiamo con una speranza, quella che ha somministrato ieri l’amministratore unico, Domenico Di Paola, agli operatori del turismo garganico presenti in platea: «Stiamo valutando insieme alune soluzioni per riattivare il traffico dei charter». Quanto al contestato progetto sul fotovoltaico in aeroporto, Di Paola e con lui il sindaco hanno ribadito che «non ostacolerà i piani presenti e futuri dell’aeroporto».

In sala c’erano molti di quei contestatori, ma nessuno ha battuto ciglio.

Fonte La Gazzetta di Capitanata dell’8.10.2010

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Categorie: Generale, Pista, Rassegna Stampa

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