Assindustria, il giorno di Di Carlo: allungare la pista del Gino Lisa

| 3 luglio 2010

Il presidente «annunciato» si presenta con un’abbronzatura che tradisce la passione per il mare. «D’ora in poi chiamatemi presidente abbronzato», scherza Giuseppe Di Carlo, detto Pino, alla soglia dei cinquant’anni nuovo presidente degli industriali foggiani. L’ex vicepresidente – unico candidato – è stato votato da 1875 iscritti su 1877, è già caccia ai due franchi tiratori che hanno fatto saltare l’investitura plebiscitaria. Scherzi dell’urna, ma il neo presidente non dà peso: «L’associazione ha votato compatta, questo mi darà la forza per affrontare il mandato con responsabilità».

I tempi si preannunciano burrascosi, la gente si aspetta molto dall’imprenditoria locale e la vicenda Foggia calcio lo dimostra. Il Comune è in crisi finanziaria, il lavoro non arriva anzi le sacche di disoccupazione e sommerso sono sempre più evidenti. «I tempi sono molto duri – condivide Di Carlo – dobbiamo guardare avanti e avere la forza di crederci. La nostra vera ricchezza è lo sviluppo del territorio, se ci crediamo possiamo farcela».

SVILUPPO AGROALIMENTARE – L’imprenditoria locale si è sviluppata negli ultimi anni sull’agroalimentare. Nell’area industriale di Incoronata si sono insediati due tra i più grandi impianti per la trasformazione del pomodoro (gruppo AR e Futuragri). La presidenza Zanasi ha cercato in questi anni di ampliare la base associativa cercando di gemellarsi con aree strategiche del paese come gli imprenditori della “Zip” di Padova. Ma Di Carlo sa che dovrà giocare in difesa, all’orizzonte si stagliano minacce che rischiano di colpire al cuore l’assetto industriale dauno: dall’Alenia Aeronautica (tutta da inquadrare la crisi sui presunti ritardi nelle commesse), alla Sofim con i suoi travagli. E poi il contratto d’area: a parte l’industria di Sangalli ormai è chiaro non decollerà. «All’Alenia – assicura Di Carlo – non succederà nulla, i dirigenti mi hanno assicurato che anzi ci sarà bisogno a breve di nuove assunzioni. Certo, dobbiamo renderci più appetibili. Sugli investimenti siamo tutti d’accordo, ma le aziende per raggiungerci devono fare il giro del mondo e qui bisogna migliorare le infrastrutture».

L’AUTHORITY INSEGNA – Le priorità si chiamano «porto industriale, l’allungamento della pista del Gino Lisa». Di Carlo insiste sugli «obiettivi comuni», vede nell’alleanza politico-istituzionale nata per l’Authority alimentare il punto da cui ripartire. «Dimostra che quando vogliamo sappiamo stare insieme, oggi andare in ordine sparso non conviene ed è la nostra principale debolezza». Gli chiediamo della sua appartenenza agli edili, quasi un marchio di fabbrica in associazione dal momento che quella delle costruzioni resta la categoria più forte con oltre 250 aziende su 723. Di Carlo dopo Zanasi, è la conferma che l’edilizia resta il principale business in questa provincia? «L’edilizia fa l’economia non solo a Foggia, ma nell’intero paese. Ma non sono stato eletto per i miei trascorsi al vertice delle rappresentanze edili (ex presidente di sezione, dell’Ance e della Cassa edile: ndr), posso assicurare che questo profilo non è stato preso in considerazione in sede di comitato di designazione. In Confindustria contano le persone».

ENERGIA AVANTI ADAGIO – La presidenza Di Carlo allargherà la partecipazione ad altri segmenti imprenditoriali, apre come fece Zanasi alla cultura «come fonte di reddito diretta per la nostra economia». E agli emergenti dell’energia manda a dire che l’associazione «punterà ad agevolare gli investimenti in Capitanata, ma attenzione a non svendere il territorio». Sull’energia, forse il vero business del momento, e sul turismo puntano a diversificare i propri investimenti molti imprenditori edili. A furia di parlarne forse sta venendo fuori la seconda, se non terza generazione di figli di papà che ha deciso di far da sola. «La nostra imprenditoria sta cambiando – osserva Di Carlo – sempre più spesso cerchiamo forme nuove di investimento oltre il business delle costruzioni. Un segnale di maturità».

Di Carlo da presidente dell’Ance qualche anno fa, dalle colonne del nostro giornale sollecitava un confronto a viso aperto con il sindaco di allora (Ciliberti) auspicando interventi per qualificare meglio la città. Non parlava di nuovi palazzi, ma di parcheggi e di servizi. Argomenti oggi messi da parte, glielo impone il ruolo di presidente di tutti gli industriali? Disarmante la risposta: «Oggi il Comune ha ben altro a cui pensare, ci conforta sapere che la sensibilità del sindaco Mongelli su questi temi è totale. Questo non significa che il Comune dovrà rinunciare a programmare, il miglioramento dela qualità della vita passa attraverso il recupero delle aree disagiate».

Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno del 03.07.2010

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Categorie: Generale, Pista, Rassegna Stampa

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