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	<title>Mondo Gino Lisa - community sull&#039;Aeroporto di Foggia</title>
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		<title>Aeroporto, aperta la conferenza sul piano tratturi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
      Il Comune dovrà metter mano al piano tratturi per rendere possibile l&#8217;allungamento della pista del Gino Lisa. La conferenza di servizio è stata aperta martedì, vi hanno partecipato la Soprintendenza regionale e l&#8217;Ufficio regionale tratturi chiamati a esprimere un parere sulla cancellazione dal piano comunale di Tratturo Castelluccio, sulla cui direzione si estenderà il prolungamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
      <div id="attachment_5655" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.ginolisa.it/images/testatanord-new1.png"><img class="size-medium wp-image-5655" title="testatanord-new" src="http://www.ginolisa.it/images/testatanord-new1-300x215.png" alt="" width="300" height="215" /></a><p class="wp-caption-text">(clicca per ingrandire)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il Comune dovrà metter mano al piano tratturi per rendere possibile l&#8217;allungamento della pista del Gino Lisa. <a title="Il Comune toglierà i vincoli su Tratturo Castelluccio. Sarà cancellato per far posto alla pista. Martedì è convocata la riunione" href="http://www.ginolisa.it/?p=5631" target="_blank">La conferenza di servizio è stata aperta martedì</a>, vi hanno partecipato la Soprintendenza regionale e l&#8217;Ufficio regionale tratturi chiamati a esprimere un parere sulla cancellazione dal piano comunale di Tratturo Castelluccio, sulla cui direzione si estenderà il prolungamento della pista nel progetto di Aeroporti di Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica al piano dovrebbe essere votata dal consiglio comunale entro le prossime tre settimane, passaggio vincolante affinchè la conferenza di servizio (che tornerà a riunirsi il 25 giugno) sulla pista possa andare avanti con la conclusione della procedura. Tra i punti in discussione per l&#8217;approvazione del nuovo piano tratturi vi sono le «misure di compensazione», chieste dall&#8217;Ufficio regionale, per la perdita dello storico tratturo Castelluccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 17/05/2012</p>
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		<title>La Valle d&#8217;Aosta contro Air Vallee. &#8220;Gravi irregolarità&#8221; in Adva?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[      
      Per denunciare le &#8221;gravi irregolarita&#8217; commesse dagli amministratori della Avda nominati dal socio privato di maggioranza Air Vallee&#8221; la Regione Valle d&#8217;Aosta, in qualita&#8217; di socio di minoranza, ha oggi deciso di promuovere un ricorso al Tribunale di Aosta contro la gestione della societa&#8217; aeroportuale. Secondo la Giunta regionale vi e&#8217; il &#8221;rischio di un [...]]]></description>
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      <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ginolisa.it/images/airvallée.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5647" title="airvallée" src="http://www.ginolisa.it/images/airvallée-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per denunciare le &#8221;gravi irregolarita&#8217; commesse dagli amministratori della Avda nominati dal socio privato di maggioranza Air Vallee&#8221; la Regione Valle d&#8217;Aosta, in qualita&#8217; di socio di minoranza, ha oggi deciso di promuovere un ricorso al Tribunale di Aosta contro la gestione della societa&#8217; aeroportuale. Secondo la Giunta regionale vi e&#8217; il &#8221;rischio di un grave pregiudizio per la stabilita&#8217; e solidita&#8217; della societa&#8217;, specie alla luce dell&#8217;inattendibilita&#8217; dei bilanci depositati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <em>Ansa</em></p>
<p style="text-align: justify;">“Oggi siamo con le mani completamente legate senza la possibilità di incidere su quella che è la politica dell’aeroporto. E&#8217; l&#8217;ultimo atto di una vicenda che indica la degenerazione a cui sono arrivati i rapporti”. Cosi il Presidente della Regione,Augusto Rollandin, nell’annunciare il ricorso della Regione contro “le gravi irregolarità commesse dagli amministratori della società AVDA nominati dal socio privato di maggioranza Air Vallée”. &#8220;A breve presenteremo alla popolazione la vicenda nella sua complessità &#8211; ha agginto Rollandin &#8211; perché altrimenti la gente non capisce come mai sono stati fatti investimenti e i lavori non vanno avanti&#8221;. Secondo la Regione queste irregolarità gestionali, evidenziate anche dai due rappresentanti regionali in seno al consiglio di amministrazione “sono tali da far ritenere fondato il rischio di un grave pregiudizio per la stabilità e solidità della società, specie alla luce dell’inattendibilità dei bilanci depositati, che paiono del tutto incapaci di rappresentare la gravissima esposizione debitoria della società stessa”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La denuncia delle gravi irregolarità, ai sensi dell’articolo 2409 del codice civile – ha spiegato il Presidente Rollandin &#8211; è diretta ad ottenere dal Tribunale, a fronte dei rischi cui risulta essere esposta la società a causa della mala gestio dei predetti amministratori, i provvedimenti provvisori ritenuti opportuni dal Tribunale stesso al fine di evitare pregiudizi alla società AVDA. Il Tribunale ha, in particolare, il potere di ordinare l’ispezione dell’amministrazione della società. Nei casi più gravi, il Tribunale può revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata”.</p>
<p style="text-align: justify;">A preoccupare la Regione è tra l&#8217;altro la compagine azionaria di Air vallée holding spa che controlla Air Vallee Spa, società che a sua volta controlla AVDA spa. La holding in particolare avrebbe portato alcune quote azionarie in paradisi fiscali. Della questione se ne è occupato “Il Fatto quotidiano” che riprende una lettera dell’Assessorato regionale al Turismo dell’8 febbraio scorso nella quale si invitava la società a fornire chiarimenti circa l’aumento di capitale nella holding della Av Oils limited (Gran Bretagna) passata dal 20% all’80%. “Il capitale sociale di questa società – scriveva l’Assessorato regionale al Turismo nel febbraio scorso &#8211; pari a 10 mila sterline inglesi, risulta detenuto (…) dalle seguenti società: la Offshore Capital Managenment Corporation (Panama) e la Lloyds Andrews (nominees) Ltd (Isole Vergini). Pertanto ad oggi il controllo di Air Vallee holding Spa..è riconducibile a non meglio note società di oltreoceano”.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi Air Vallé è stata inoltre protagonista delle cronache per tutta una serie di voli cancellati, ad esempio fra Parma e Roma o ancora Parma Bucarest e Torino Iasi che hanno avuto come conseguenza un richiamo ufficiale da parte dell’Enac il 18 aprile scorso. Secondo l’ente nazionale di aviazione che ha incontrato la società “i disservizi sono da imputare a una temporanea e non prevista indisponibilità degli aeromobili della flotta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte www.aostasera.it</p>
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		<title>Unione Europea: &#171;Tutelare i piccoli aeroporti&#187;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:17:15 +0000</pubDate>
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      L&#8217;Unione europea deve tutelare i piccoli aeroporti poiche&#8217; sono un motore per la crescita regionale: è il senso di una risoluzione approvata dall&#8217;Eurocamera durante la miniplenaria di Bruxelles. Il Parlamento europeo ha chiesto di integrare al meglio i piccoli scali, utilizzati largamente dalla compagnie low-cost, all&#8217;interno della rete di trasporto trans-europea (TEN-T) per facilitare l&#8217;accesso [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.ginolisa.it/images/aeroporti_italiani.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5643" title="aeroporti_italiani" src="http://www.ginolisa.it/images/aeroporti_italiani-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Unione europea deve tutelare i piccoli aeroporti poiche&#8217; sono un motore per la crescita regionale: è il senso di una risoluzione approvata dall&#8217;Eurocamera durante la miniplenaria di Bruxelles.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Parlamento europeo ha chiesto di integrare al meglio i piccoli scali, utilizzati largamente dalla compagnie low-cost, all&#8217;interno della rete di trasporto trans-europea (TEN-T) per facilitare l&#8217;accesso ai finanziamenti privati e incoraggiare gli Stati membri a investire in migliori connessioni via terra, soprattutto i treni ad alta velocita&#8217;. &#8221;L&#8217;approvazione di questo dossier &#8211; ha indicato Giommaria Uggias, europarlamentare Idv e relatore ombra in Commissione Trasporti e Turismo sul rapporto d&#8217;iniziativa &#8211; testimonia <strong>l&#8217;importanza che il Parlamento europeo attribuisce agli aeroporti regionali, fondamentali per garantire i collegamenti tra l&#8217;Europa continentale e le zone geograficamente &#8216;svantaggiate&#8217;, come le isole e le regioni periferiche e ultraperiferiche</strong>&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per migliorare la qualità generale dei servizi gli europarlamentari hanno indicato che è necessario contrastare alcune pratiche adottate dalle principali compagnie low-cost, come le eccessive tasse di prenotazione e le restrizioni sul bagaglio a mano che scoraggiano i viaggiatori ad acquistare prodotti in aeroporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli eurodeputati hanno elogiato &#8221;la decisione della Spagna di bandire tali pratiche&#8221; e segnalato che e&#8217; necessario imporre limiti massimi di peso comuni alle compagnie aeree e fissare un tetto massimo per il prezzo da pagare in caso di bagaglio con peso in eccesso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <em>Ansa</em> dell&#8217;11/05/2012</p>
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		<title>Gianni Mongelli rassicura sul decollo del Gino Lisa: «nessun parere negativo dal Ministero dell&#8217;Ambiente». Pucillo: «Dopo 40anni di scempi a Camporeale, li si pone come ostacolo alla pista»</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 06:37:43 +0000</pubDate>
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      Non c&#8217;è alcun parere negativo da parte del Ministero dell&#8217;Ambiente ai lavori di allungamento della pista dell&#8217;aeroporto “Gino Lisa” di Foggia. Ci tiene a ribadirlo il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, dopo il titolo fuorviante che abbiamo fatto ieri riferendo della riunione della conferenza di servizi che ieri l&#8217;altro ha fatto il punto sui lavori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
      <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ginolisa.it/images/giannimongelli.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5639" title="giannimongelli" src="http://www.ginolisa.it/images/giannimongelli-300x204.png" alt="" width="300" height="204" /></a><br />
Non c&#8217;è alcun parere negativo da parte del Ministero dell&#8217;Ambiente ai lavori di allungamento della pista dell&#8217;aeroporto “Gino Lisa” di Foggia. Ci tiene a ribadirlo il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, dopo il titolo fuorviante che abbiamo fatto ieri riferendo della riunione della conferenza di servizi che ieri l&#8217;altro ha fatto il punto sui lavori da mettere in cantiere per portare la pista di atterraggio a 1.800 metri, rispetto agli attuali 1600 che, in realtà, sono percorribili per 1.450 a causa di alcuni impedimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">«Il Ministero per l&#8217;Ambiente sta facendo la valutazione d&#8217;impatto ambientale ma non c&#8217;è alcun parere negativo, anzi sta procedendo in un esame scrupoloso e responsabile. La valutazione d&#8217;impatto ambientale è comunque importante, ma si stanno facendo grossi passi in avanti, non all&#8217;indietro. L&#8217;obiettivo dell&#8217;allungamento della pista è prioritario. C&#8217;è un interesse pubblico e collettivo fondamentale nel consentire la migliore funzionalità dell&#8217;aeroporto. Altri interessi dovranno essere valutati e resi compatibili con l&#8217;interesse pubblico. Gli altri problemi affrontati in conferenza di servizi sono stati quelli riguardanti il piano dei tratturi e la verifica delle altezze dei manufatti nel cono di atterraggio e nella redazione del piano aeroportuale dei rischi. Per tutte queste questioni il Comune assume impegni precisi. Nella settimana prossima si terrà una conferenza di servizi per affrontare la questione del piano tratturi, un incontro con Enac, Regione, Aeroporti di Puglia per il piano aeroportuale dei rischi. Si va avanti, la prossima conferenza dei servizi si terrà il 25 giugno e speriamo che in quella sede o al massimo entro l&#8217;estate si chiuda la fase, anche con l&#8217;acquisizione del parere del Ministero», dice Gianni Mongelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo cittadino sdrammatizza anche il possibile impedimento ai lavori che potrebbe venire dai tratturi che “incrociano” il tracciato della pista e dall&#8217;ostacolo che potrebbero frapporre le abitazioni a ridosso dello scalo aereo. «Posso assicurare che, quello dei tratturi, è il problema meno fastidioso. È un ostacolo che si supera attraverso delle opere di compensazione. Nella conferenza di servizi che abbiamo tenuto si è fatto un grosso passo in avanti anche per il superamento delle altezze delle aree edificabili, così da liberare completamente il cono di atterraggio da ogni ostacolo», dice Mongelli, che tiene a sottolineare anche tutti gli sforzi che il Comune di Foggia sta compiendo nel confronto con i proprietari dei suoli. «Nella redazione del piano aeroportuale dei rischi andranno valutati gli interventi che anche a livello locali si stanno facendo, per renderli compatibili con la programmazione dell&#8217;intervento di allungamento della pista. Da parte dei proprietari c&#8217;è la disponibilità a confrontarsi e da parte nostra a fornire tutti gli elementi utili a trovare una soluzione che possa contemperare il prevalente interesse pubblico con quello soggettivo del privato, che va comunque tutelato».</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, l&#8217;allungamento della pista è un obiettivo prioritario ed ineludibile, se si vuole veramente dare al Gino Lisa dignità di aeroporto. Ne è convinto anche Roberto Pucillo, patron di Alidaunia, la società che da anni collega la città capoluogo con il Gargano. «Per poter decollare a Foggia manca solo una pista adeguata per poter far atterrare un Boing 737 ed un Airbus 320. L&#8217;allungamento della pista lo consentirà se saranno realmente 1800 metri senza penalizzazioni: noi adesso abbiamo una pista di 1600, ma penalizzata a 1450; questo consente solo l&#8217;atterraggio di ATR, macchine da 50 posti. Dobbiamo lavorare per allungare la pista, punto. Quando sento ad impedirlo vi sono dei tratturi che, tra l&#8217;altro, in passato sono stati asfaltati ed hanno cambiato fisionomia, sorrido. Tratturo Camporeale non poteva essere asfaltato ed edificato; oggigiorno, dopo che vi sono stati scempi da quarant&#8217;anni, ci vengono a dire che il tratturo regio impedisce l&#8217;allungamento della pista. Io prendo atto e taccio per carità cristiana», dice caustico l&#8217;imprenditore foggiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo pubblicato sul <em>Mattino di Foggia</em> dell&#8217;11/05/2012</p>
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		<title>Il Comune toglier&#224; i vincoli su Tratturo Castelluccio. Sar&#224; cancellato per far posto alla pista. Marted&#236; &#232; convocata la riunione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:45:15 +0000</pubDate>
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      L&#8217;allungamento pista del Gino Lisa «non subirà la minima modifica» e non ci sarà posto per nuove cementificazioni come si temeva alla vigilia. Anche se chi accampa interessi intorno allo scalo tiene duro. Non è stata una conferenza di servizio facile, quella tenuta ieri nella sede del Provveditorato alle Opere pubbliche di Bari. Lo ammette [...]]]></description>
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      <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ginolisa.it/images/testatanordginolisa.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5632" title="testatanordginolisa" src="http://www.ginolisa.it/images/testatanordginolisa-300x296.png" alt="" width="300" height="296" /></a><br />
L&#8217;allungamento pista del Gino Lisa «non subirà la minima modifica» e non ci sarà posto per nuove cementificazioni come si temeva alla vigilia. Anche se chi accampa interessi intorno allo scalo tiene duro. Non è stata una conferenza di servizio facile, quella tenuta ieri nella sede del Provveditorato alle Opere pubbliche di Bari. Lo ammette anche il sindaco: «Progetto non semplice, ha dentro di sè molte questioni da affrontare».</p>
<p style="text-align: justify;">I «portatori d&#8217;interessi» (una decina tra avvocati e architetti in rappresentanza dei proprietari dei suoli intorno all&#8217;aeroporto e di qualche costruttore) erano lì per chiedere il rispetto di accordi precedentemente assunti con il Comune. Tuttavia, a fine giornata, il primo cittadino può tirare un sospiro di sollievo. Si era recato, ieri mattina, in compagnia dell&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica, Augusto Marasco e del responsabile del procedimento, Enzo Maffei, unica figura politica al tavolo al quale sedeva anche il presidente di Camera di commercio, Eliseo Zanasi. La Provincia è intervenuta con l&#8217;architetto Biscotti, la Regione con il dirigente regionale all&#8217;Urbanistica, Di Trani, l&#8217;Ufficio trattori con l&#8217;ing. Baia, c&#8217;era naturalmente anche l&#8217;ing. Antonio Bruno di Aeroporti di Puglia progettista dell&#8217;allungamento a 1800 metri (utili).</p>
<p style="text-align: justify;">Due le novità più importanti emerse da questa riunione: l&#8217;adozione del piano di rischio aeronautico da parte del Comune di Foggia e l&#8217;impegno assunto ieri dal primo cittadino «già per martedì prossimo» a convocare la conferenza di servizi con l&#8217;Ufficio regionale tratturi e la Soprintendenza per la rimozione dei vincoli su tratturo Castelluccio, che sarà cancellata dal prolungamento della pista. Il dirigente dell&#8217;Ufficio tratturi, Michele Pesante, chiede in cambio «opere di compensazione» e fa l&#8217;esempio del percorso di viabilità dolce che consente oggi ai cittadini di Stornara di arrivare a Stornarella a piedi e viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;">«Con queste due misure che attueremo a breve - ragguaglia Mongelli - contiamo di ottenere il via libera della conferenza di servizi entro il 25 giugno, data in cui è stata convocata la terza riunione. Per la verità il presidente voleva convocarla a luglio, ho chiesto io di anticipare perchè in questo modo possiamo chiudere le procedure tecnico-burocratiche prima delle ferie estive in modo da poter appaltare i lavori a ottobre». Foggia sarà una delle sei città italiane a dotarsi di un piano di rischio aeronautico: «Le aree intorno allo scalo saranno classificate in tre zone - commenta il sindaco -, il piano disciplinerà sul piano normativo anche i progetti initinere. Ritengo che l&#8217;housing sociale non verrà penalizzato, ma non sono esclusi aggiustamenti. Abbiamo anche verificato che l&#8217;ospedale e la nuova facoltà Medicina non superano l&#8217;altezza fissata per legge».</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla <em>Gazzetta del Mezzogiorno </em>del 10/05/2012</p>
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		<title>Il presidente della Conferenza dei Servizi mette a tacere le lobby. Mondo Gino Lisa: &#171;Niente pi&#249; rinvii&#187;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:45:08 +0000</pubDate>
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      Il piano di rischio aeronautico «blinda» il Gino Lisa. Lo impone una legge del 2005, ma in Italia quasi nessun comune lo ha ancora approvato. Foggia in Puglia sarà il primo. Lo ha voluto la Regione, forse nel timore che il Comune non riuscisse a tenere a freno gli appetiti urbanistici di questa o quella [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.ginolisa.it/images/timthumb.jpg"><img src="http://www.ginolisa.it/images/timthumb-300x225.jpg" alt="" title="timthumb" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-5629" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il piano di rischio aeronautico «blinda» il Gino Lisa. Lo impone una legge del 2005, ma in Italia quasi nessun comune lo ha ancora approvato. Foggia in Puglia sarà il primo. Lo ha voluto la Regione, forse nel timore che il Comune non riuscisse a tenere a freno gli appetiti urbanistici di questa o quella lobby. E così ieri mattina, l&#8217;ingegner Di Trani (dirigente regionale all&#8217;Urbanistica) ha tirato fuori dal cilindro queste nuove prescrizioni che allungano dagli attuali 600 a 700 metri la zona A, quella inedificabile, e allargano a 900 metri la zona B dove possono essere previste costruzioni «ma solo fino a dieci metri d&#8217;altezza».</p>
<p style="text-align: justify;">Come la mettiamo con le palazzine dell&#8217;housing sociale che ricadono proprio nell&#8217;area B e misurano da progetto circa quindici metri? L&#8217;ingegner Antonio Bruno, di Aeroporti di Puglia, dice che la seduta è andata meglio del previsto: «Avevamo dovuto rivedere alcune planimetrie - spiega &#8211; tenuto conto proprio dei programmi edilizi previsti sull&#8217;area Nord. E&#8217; stata una riunione proficua e di alto livello, c&#8217;erano tutte le parti in causa e soprattutto la conferenza ha ribadito l&#8217;importanza di un&#8217;opera pubblica per la sua valenza sociale a beneficio della città di Foggia. Ora dobbiamo lavorare nella speranza che la terza seduta del 25 giugno sia quella definitiva. Ci sono tutti i presupposti, parallelamente &#8211; aggiunge &#8211; dovrebbe partire anche la conferenza di servizio sull&#8217;inquinamento acustico».</p>
<p style="text-align: justify;">Narrano le cronache che il presidente della conferenza di servizi, Colabufo, dopo aver ammesso come uditori alla riunione tutti i portatori d&#8217;interesse li abbia poi però successivamente invitati a tacere per consentire il regolare proseguimento dei lavori senza interruzioni. Hanno perciò presentato una «memoria» già finita agli atti della conferenza. La seconda riunione in conferenza a Bari era stata anticipata da un lungo tam tam delle associazioni in difesa dello scalo foggiano, preoccupate per le ventilate complicazioni a causa dei progetti edilizi alcuni di essi già approvati. L&#8217;esito della seduta era dunque considerata una sorta di «prova del nove».</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente accorato l&#8217;appello lanciato due giorni fa dall&#8217;associazione Mondo Gino Lisa «a tutti coloro che sono interessati dal progetto di allungamento: passatevi una mano sulla coscienza, smettetela di ostacolare pretestuosamente l&#8217;unica infrastruttura che potrebbe dare una mano allo sviluppo di Foggia e provincia», così il presidente Andrea Casto. E&#8217; finita l&#8217;epoca dei “rinvii” &#8211; aggiungono i tecnici di Mondo Gino Lisa - e delle eterne «soluzioni da trovare». E l&#8217;ultima chiamata: o dentro, o fuori. E suggeriscoo alcune soluzioni, vediamole: i terreni agricoli espropriati possono essere ripagati adeguatamente (anche oltre il loro mero valore di mercato) poichè l&#8217;opera da realizzare è importante; le concessioni edilizie già rilasciate in quella zona possono essere rilocate in altra parte della Città; i “Tratturi” possono essere salvaguardati (nella parte più intatta e “pregevole”, già interna all&#8217;aeroporto); il rumore degli aerei al decollo può essere mitigato con opere di insonorizzazione, magari finanziabili; i decolli sarebbero brevissimi (il sorvolo dura pochi secondi) e pochi (al massimo uno ogni 23 ore); si potrebbero seguire rotte ottimizzate per allontanarsi subito dalla città.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 10/05/2012</p>
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		<title>Oggi nuova convocazione della Conferenza dei Servizi. Ma nel frattempo l&#8217;edilizia ferma l&#8217;aeroporto?. Mondo Gino Lisa &#171;Ora basta, o dentro o definitivamente fuori!&#187;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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      Oggi è in programma a Bari, presso il Provveditorato alle Opere pubbliche, la seconda convocazione della conferenza di servizi che dovrà autorizzare il prolungamento a 1800 metri utili della pista del Gino Lisa. Ma i progettisti, in vista dell&#8217;importante riunione, hanno dovuto rivedere le planimetrie del progetto a causa delle nunerose richieste di edificazione intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
      <p><a href="http://www.ginolisa.it/images/aeroportocivileginolisa3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-5616" title="aeroportocivileginolisa" src="http://www.ginolisa.it/images/aeroportocivileginolisa3.png" alt="" width="277" height="300" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oggi è in programma a Bari, presso il Provveditorato alle Opere pubbliche, la seconda convocazione della conferenza di servizi che dovrà autorizzare il prolungamento a 1800 metri utili della pista del Gino Lisa. Ma i progettisti, in vista dell&#8217;importante riunione, hanno dovuto rivedere le planimetrie del progetto a causa delle nunerose richieste di edificazione intorno all&#8217;aeroporto. Il sindaco Mongelli ammette qualche difficoltà, ma chiarisce: «Lo scalo non sarà assediato dal cemento e il “no” dell&#8217;ufficio tratturi (che si oppone alla cancellazione di via Castelluccio: ndr) è l&#8217;ultimo dei problemi».<br />
Ma i vincoli al piano tratturi non sono stati tolti. La speculazione è in agguato sulle aree di tratturo Camporeale, c&#8217;è chi proverà ad alzare il prezzo per togliere il disturbo Aeroporto, all&#8217;esame il pasticcio della pista Insorgono le associazioni: «Ora basta con gli inganni» DENTRO O FUORI.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un tremendo pasticcio questa storia dell&#8217;allungamento della pista per il Gino Lisa, man mano che ci si avvicinava al giorno della conferenza di servizi i progettisti di Aeroporti di Puglia avevano dovuto rivedere planimetrie e prospetti come la tela di Penelope che andava sfilandosi. Oggi sapremo fino a che punto.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconta tappa della conferenza di servizio non sarà quella conclusiva (come qualche ottimista ipotizzava il 27 febbraio scorso in sede di prima convocazione), ma potrebbe anche segnare una pericolosa battuta d&#8217;arresto per questa opera pubblica da 14 milioni di euro, fondi già finanziati dal Cipe e ora in attesa dell&#8217;ero gazione di cassa da parte del governo forse entro giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma improvvisamente sulla pista che tutti volevano si è alzata una strana cortina. <strong>Troppi interessi (edilizi) in gioco</strong>, anche se il sindaco comprensibilmente minimizza. Su una delle fasce di rispetto della pista ci sono i programmi di edilizia sociale che non saranno rimossi, nè ridimensionati; in zona tratturo Camporeale, proprio nell&#8217;area di pertinenza dell&#8217;allungamento, insistono le autorizzazioni della «Gozzini» (le case per i militari) e poi una miriade di piccoli e grandi progetti abitativi, magari irrealizzabili, tornati prepotentemente alla ribalta ora che per togliere il disturbo si può provare ad alzare il prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza di servizi di questa mattina a Bari, Provveditorato alle opere pubbliche, rischia perciò di trasformarsi in un rodeo: da un lato i tecnici di Adp e Comune che difendono la scelta di prolungare la pista a 2mila metri (1800 utilizzabili), dall&#8217;altro <strong>tutti quei «portatori d&#8217;interesse» che chiedono il rispetto di accordi sottoscritti in epoche più o meno remote e che oggi verranno legittimamente a battere anche i pugni sul tavolo se sarà il caso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanti sono? Il sindaco Mongelli dice che «l&#8217;aeroporto non rischia di essere assediato dal cemento», ma sembra preoccupato per la piega che potrebbe assumere questa vicenda. Anche la sua giunta ha qualche disattenzione da farsi perdonare: sul via libera pesa ancora il «no» dell&#8217;Ufficio regionale alla cancellazione di tratturo Castelluccio, strada a vincolo anche se ormai asfaltata e regolarmente transitata dalle auto, destinata a sparire con il prolungamento.<strong> La variante al piano comunale doveva essere approvata nel lasso di tempo tra le due convocazioni dal 27 febbraio al 9 maggio invece si è scoperto solo due giorni fa che nulla è stato fatto</strong>. «Quella è l&#8217;ultima cosa», così ha risposto ieri il primo cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vengono così al pettine i nodi di un groviglio pazzesco, vecchio di quarant&#8217;anni</strong>: sull&#8217;allungamento della pista sono tutti d&#8217;accordo, almeno a parole. Ma forse chi parlava di «poteri forti» non esagerava. Anche se oggi in conferenza di servizi potrebbero contrapporsi: la forza dei costruttori bilanciata da quella degli albergatori che vogliono un Gino Lisa finalmente operativo per i voli charter. Ci sarà braccio di ferro?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul web intanto la società civile foggiana è in rivolta</strong>. A protestare sono soprattutto le associazioni in difesa dell&#8217;aeroporto, furibonde contro questa ennesima melina. <strong>«L&#8217;arma del passato è stata quella di non far sapere. L&#8217;arma di oggi è far sapere a tutti ciò che accade. E&#8217; giusto che si sappia pubblicamente chi non vuole lo sviluppo di Foggia»</strong>, protesta l&#8217;associazione Mondo Gino Lisa che invita i progettisti a «non scendere a patti: <strong>il progetto di allungamento a 1800 metri dell&#8217;ingegner Bruno rappresenta l&#8217;unica e ultima possibilità per far finalmente decollare lo scalo foggiano. Non ci sono altre alternative possibili, o si allunga la pista oppure si chiuda il &#8220;Gino Lisa&#8221; una volta per tutte</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 9/5/2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>L&#8217;Editoriale di Mondo Gino Lisa</strong></em><br />
di Angelo Stilla</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto di Allungamento Pista a 1800 di Antonio Bruno attualmente in discussione rappresenta <strong>l&#8217;unica e l&#8217;ultima possibilità di far finalmente decollare lo scalo foggiano</strong>. <strong>Non ci sono altre alternative possibili</strong>, punto. In caso contrario, il &#8220;Gino Lisa&#8221; deve essere chiuso e smantellato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non avrebbe infatti più senso, dopo 42 anni di chiacchiere, continuare a mantenere forzosamente in vita uno scalo sottodimensionato, inadatto agli aerei, al traffico ed ai prezzi che ormai regolano il mercato passeggeri odierno. Tutti gli aerei &#8220;piccoli&#8221;, che molti andavano pontificando come «i più adatti allo scalo e alla realtà foggiana&#8230;» si stanno estinguendo rapidamente, insieme alle compagnie che operavano con essi: oggi, o si vola con gli aerei &#8220;giusti&#8221;, o non si vola affatto. Non ci sono più le mezze misure, le alternative possibili sono solo due: o si vola &#8220;bene&#8221; con aerei &#8220;grandi&#8221; (come a Brindisi, Trapani, Lampedusa&#8230;), o non si vola affatto (come a Foggia, Salerno, Bolzano, Aosta&#8230;).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto di Bruno <strong>non può essere ridotto nemmeno di un metro di pista</strong>, dato che già i 1800m attualmente previsti sono il <strong>minimo indispensabile</strong> per poter accedere ai velivoli oggi più usati (Airbus A-319 / A-320 da 150-180 posti). Questi aerei sono correntemente usati a Lampedusa da easyJet, Alitalia, AirOne su una pista identica a quella progettata da Bruno: <strong>è la conferma incontrovertibile che quella è la pista giusta, per gli aerei giusti, delle compagnie giuste, che servono alla Capitanata</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mondo Gino Lisa fa quindi appello a tutti coloro che sono interessati dal progetto di allungamento a passarsi una mano sulla coscienza e a <strong>smetterla di ostacolare pretestuosamente</strong> l&#8217;unica infrastruttura che potrebbe dare una mano allo sviluppo di Foggia e Provincia (e non solo).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E chi vorrà/deciderà fare in modo che l&#8217;aeroporto chiuda dovrà dirlo molto chiaramente ed assumersi tutte le responsabilità (anche elettorali&#8230;) di questa scelta scellerata per il futuro di Foggia: è finita l&#8217;epoca dei &#8220;rinvii&#8221; infiniti e delle eterne &#8220;altre soluzioni da trovare&#8221;.</strong> Questa è davvero l&#8217;ultima chiamata: o dentro, o fuori.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I problemi, se si vuole, possono essere superati:</em><br />
<em> &#8211; i terreni agricoli espropriati possono essere ripagati adeguatamente (anche oltre il loro mero valore di mercato) poichè l&#8217;opera da realizzare è importante</em><br />
<em> &#8211; le concessioni edilizie già rilasciate in quella zona possono essere rilocate in altra parte della Città</em><br />
<em> &#8211; i &#8220;Tratturi&#8221; possono essere salvaguardati (nella parte più intatta e &#8220;pregevole&#8221;, già interna all&#8217;aeroporto)</em><br />
<em> &#8211; il rumore degli aerei al decollo può essere mitigato con opere di insonorizzazione, magari finanziabili</em><br />
<em> &#8211; i decolli sarebbero brevissimi (il sorvolo dura pochi secondi) e pochi (al massimo uno ogni 2-3 ore)</em><br />
<em> &#8211; si potrebbero seguire rotte ottimizzate per allontanarsi subito dalla città</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ci appelliamo ai Foggiani che hanno ancora a cuore Foggia, tengano presente che per il futuro dei loro figli (che sono andati/andranno a lavorare lontano) <strong>è molto meglio far funzionare una risorsa che potrebbe davvero cambiare le prospettive di turismo e occupazione, piuttosto che costruire un&#8217;altra palazzina in più proprio in quella zona (dove ce ne sono decisamente già troppe). Le palazzine restano dove sono, occupano lo spazio di tutti, e danno solo un vantaggio a pochi: di sicuro non portano lavoro, turisti, sviluppo&#8230; un aeroporto funzionante, probabilmente sì!</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Apriamo tutti gli occhi, <strong>l&#8217;eventuale fallimento della Conferenza dei Servizi rappresenterebbe la &#8220;prova certificata&#8221; del fallimento di Foggia come società civile</strong>: nessun futuro possibile, per cui l&#8217;unica cosa da fare è andar tutti via dalla nostra amata città!</em></p>
</blockquote>
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		<title>L&#8217;aeroporto Gino Lisa non avr&#224; vita facile domani in sede di conferenza servizi: troppe licenze edilizie intorno, gi&#224; riviste le planimetrie per l&#8217;allungamento della pista</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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      L&#8217;aeroporto Gino Lisa non avrà vita facile domani in occasione della seconda riunione della conferenza di servizi l&#8217;organismo tecnico chiamato ad autorizzare l&#8217;allungamento della pista a 1800 metri. A Bari, nella sede del Provveditorato opere pubbliche, viene annunciata la presenza di delegazioni di «portatori d&#8217;interesse» che solleveranno obiezioni e perplessità sui lavori già programmati da [...]]]></description>
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      <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ginolisa.it/images/pistaginolisa1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5605" title="pistaginolisa" src="http://www.ginolisa.it/images/pistaginolisa1-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
L&#8217;aeroporto Gino Lisa non avrà vita facile domani in occasione della seconda riunione della conferenza di servizi l&#8217;organismo tecnico chiamato ad autorizzare l&#8217;allungamento della pista a 1800 metri. A Bari, nella sede del Provveditorato opere pubbliche, viene annunciata la presenza di delegazioni di «portatori d&#8217;interesse» che solleveranno obiezioni e perplessità sui lavori già programmati da Aeroporti di Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scalo continua, infatti, ad essere assediato da progetti edilizi con buonapace di quanti in questi anni si sono sforzati di far credere che il «Gino Lisa» era ormai sottratto alle mire espansionistiche dell&#8217;edilizia cittadina. Lungo la fascia di pertinenza che congiunge i due ex Tratturi Castelluccio e Camporeale (oggi strade regolarmente asfaltate), sono previste le abitazioni del cosiddetto «housing sociale», un piano urbanistico che ha obbligato i progettisti del prolungamento pista ad aggiornare le planimetrie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è bastato se è vero che altri portatori d&#8217;interesse sono intenzionati domani a dare battaglia: una contestazione è stata ufficialmente depositata a proposito dell&#8217;inquinamento acustico sulla testata Nord, nei pressi di tratturo Camporeale. E poi, sempre nella stessa area, potrebbero sorgere nuove complicazioni a proposito di concessioni edilizie che il prolungamento della pista ridimensionerebbe se non proprio annullerebbe del tutto. E poi c&#8217;è ancora da rimuovere il «no» dell&#8217;Ufficio regionale Tratturi il caso più bizzarro che ha sede proprio a Foggia. Ricordate? L&#8217;ufficio si è opposto alla cancellazione di tratturo Castelluccio per far posto ai quattrocento metri di nuova pista.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda venne a galla il 27 febbraio scorso, convocazione di apertura della conferenza di servizio, e sorprese anche il sindaco Gianni Mongelli che promise allora un «pronto intervento». Ma a meno di ventiquattr&#8217;ore dal ritorno in conferenza, permane ancora quel «no». Com&#8217;è possibile? «Colpa del piano comunale tratturi che inserisce tratturo Castelluccio tra i beni da non alienare spiega Michele Pesante, responsabile dell&#8217;Ufficio regionale tratturi ma se quel tratturo dev&#8217;essere utilizzato per scopi pubblici non saremo certamente noi a opporci. E&#8217; il Comune che ha approvato quel piano, tocca dunque al Comune convocare una conferenza di servizi e presentare il progetto di variante che poi sarà il consiglio comunale ad approvare. Noi l&#8217;avremmo già fatto da parecchio tempo conclude Pesante, che rimette la patata bollente nelle mani del primo cittadino non vedo i motivi di questo ritardo».</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> dell&#8217;8/5/2012</p>
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		<title>&#171;Ma il Gino Lisa tiene duro: lo fa dal 1915&#187; Iacomino: &#171;Uno scalo simbolo&#187;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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      C&#8217;era una volta il Gino Lisa, scalo simbolo dell&#8217;aero nautica italiana. Oggi lo vediamo così ridotto, senza voli di linea, compresso fra contese edilizie e una pista da allungare. Ma è dai tempi della Prima guerra mondiale che il vecchio scalo, più vecchio anche dello stormo militare di Amendola che è del ‘47 è sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[      
      <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ginolisa.it/images/caproni.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5609" title="caproni" src="http://www.ginolisa.it/images/caproni-300x196.png" alt="" width="300" height="196" /></a><br />
C&#8217;era una volta il Gino Lisa, scalo simbolo dell&#8217;aero nautica italiana. Oggi lo vediamo così ridotto, senza voli di linea, compresso fra contese edilizie e una pista da allungare. Ma è dai tempi della Prima guerra mondiale che il vecchio scalo, più vecchio anche dello stormo militare di Amendola che è del ‘47 è sulla breccia tra alterne fortune: la sua lotta per la sopravvivenza dev &#8216;essere scritta nel destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi a Palazzo Dogana si conclude una bella mostra sulla storia dell&#8217;Aeronautica militare in Capitanata in cui gli anni gloriosi del Gino Lisa sono il contrappunto di un&#8217;epoca. L&#8217;ha curata Luigi Iacomino, storico dell&#8217;aero nautica in Capitanata, memoria vivente lui così ancora giovane di una stagione eroica dell&#8217;aviazione nostrana tra americani, inglesi e poi tedeschi che da queste parti avevano i loro quartier generali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma innanzitutto, il nome: perchè Gino Lisa? «L&#8217;aeroporto nasce ufficialmente nel 1915 come centro di addestramento piloti bombardieri Caproni (lo storico costruttore aeronautico: ndr), ma l&#8217;intito lazione risale al ‘21: il torinese Gino Gerolamo Lisa era morto quattro anni prima, nel 1917, combattendo sul fronte del Piave ai comandi di un bombardiere CA3 dov&#8217;era stato abbattuto dagli austriaci. Nel ‘21 gli venne assegnata la medaglia al Valor militare, a quell&#8217;epoca gli aeroporti venivano intitolati a queste figure: a noi toccò Gino Lisa».</p>
<p style="text-align: justify;">A quel tempo Foggia era fucina di piloti, lo è sempre stata del resto se pensiamo alla scuola di “volo basico avanzato” ad Amendola, prima come Sessantesima squadra aerea, oggi Trentaduesimo stormo. Ma a quei tempi il Gino Lisa era un punto di riferimento dell&#8217;aviazione mondiale, qui prese il brevetto (sempre sui bombardieri) anche un certo Fiorello La Guardia, figlio del foggiano Achille (sarebbe diventato sindaco di New York nel 1933) a Foggia di stanza due anni, dal 1917 al ‘18, nel quattordicesimo gruppo bombardieri nell&#8217;American Expeditionary Force. Oggi Iacovino ripercorre le tappe di questo scalo alla luce anche degli ultimi avvenimenti: lui si dice più preoccupato per lo sfratto intimato dal Demanio alle famiglie che ancora abitano le case del Villaggio azzurro, le beghe sulla pista evidentemente non lo appassionano. «Le famiglie faranno ricorso sospira ma non so quante probabilità avranno di vincerlo. Il problema è sempre lo stesso: quell&#8217;area fa gola ai costruttori, ho paura che quando tutto sarà finito ci metteranno i palazzi. Sarebbe un danno devastante alla nostra storia».</p>
<p style="text-align: justify;">Il Gino Lisa che si avvicina al primo secolo (2015) vive oggi di luce riflessa proprio grazie a personaggi come Iacomino che sono pronti in qualsiasi momento a rinverdirne i fasti: «Mi fanno ridere adesso le dispute sulla pista. Il Lisa negli anni delle due guerre aveva due piste formate a “L” lunghe 3 chilometri l&#8217;una. Una di esse fu poi strozzata dalla circumvallazione senza che mai nessuno se ne preoccupò. Era un campo di aviazione enorme, si pensi che gli americani della Air Force vi lasciarono parcheggiati cento quadrimotori fino al 1947 quando poi l&#8217;aeroporto fu ceduto alla nostra Aviazione. Divenne quindi un centro addestramento piloti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aeroporto di Amendola &#8211; ricorda Iacomino &#8211; nasce nell&#8217;ottobre del 1943 su input degli americani che individuarono in quello scalo potenzialità enormi di sviluppo legate sempre al volo militare. Ma il Gino Lisa, concepito dagli americani come base per il bombardamento strategico, ha avuto un ruolo centrale nelle vicende belliche di quegli anni. E&#8217; stato dal 1920 al 1940 reparto sperimentale della Scuola volo piloti sui caccia italiani; dal ‘41 al ‘43, in ossequio alle alleanze politicomilitari del governo Mussolini, fu base di addestramento anche per i piloti tedeschi. La sua storia incrocia la cosiddetta “Bomba Fritz” che ebbe un ruolo centrale nel teatro bellico della seconda guerra mondiale: i bombardieri tedeschi si sollevavano dal Gino Lisa per andarla a sganciare sul poligono di tiro a Manfredonia».</p>
<p>Articolo di Massimo Levantaci pubblicato sulla <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> dell&#8217;8 maggio 2012.</p>
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		<title>Il &#171;Lisa&#187; fantasma attende la pista</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 09:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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      <p><a href="http://www.ginolisa.it/images/19160a1.jpg"><img src="http://www.ginolisa.it/images/19160a1-300x224.jpg" alt="" title="19160a" width="300" height="224" class="aligncenter size-medium wp-image-5602" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il potenziamento dell&#8217;aeroporto di Foggia spicca tra le opere pugliesi che gli operatori economici ritengono urgenti. Attualmente è uno scalo fantasma. È aperto ma non opera. Serve i voli civili privati (2 o 3 a settimana). C&#8217;è poi il collegamento in elicottero con le Tremiti. E basta. La buona notizia è che l&#8217;ampliamento della pista è un progetto approvato e i lavori dovrebbero iniziare all&#8217;alba del 2013. Calcolando 10-11 mesi di cronoprogramma, per fine 2013, primi del 2014, la pista dovrebbe essere realtà. Ci sono 14 milioni di euro già previsti, già deliberati dal Cipe. La procedura è (dovrebbe essere) molto spedita e con la pista che passerà dagli attuali 1492 metri, ai 1800, si potrà sbloccare una serie di piani turistici. Come quelli dei charter turistici del Gargano, che ora non partono perché non potrebbero garantire redditività. Infatti, affinché un charter sia competitivo deve imbarcare almeno i passeggeri di due pullman, cioè 100 passeggeri. Con una pista lunga si può arrivare a 120 (*). C&#8217;è da segnalare poi che a Foggia indaga la Procura sulla gestione dei fondi che sono serviti a finanziare la Darwin Airline. E c&#8217;è anche un filone relativo ai vari appalti. In entrambi i casi c&#8217;è stato il sequestro della documentazione. Nessuno è indagato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <em>La Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 28.04.2012</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">(*) ricordiamo che questo valore è inesatto, poichè con la nuova pista potranno atterrare anche aeromobili con un numero di passeggeri maggiore, intorno ai 160.</p>
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